IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

GIULIA


Si è spenta sul divano 
dopo la seconda dose di vaccino, 
ci ha lasciati un anno fa
a soli sedici anni.

Il cuore non batte più


Bastiglia (Modena), 8 Settembre 2021, Giulia Lucenti riceve la seconda dose del vaccino Pfizer….sarà il suo ultimo giorno di vita.

Aveva solo sedici anni, studentessa con il sogno di studiare robotica, intelligente, sorridente e felice.

Era una ragazza coraggiosa Giulia, affetta dalla nascita da un prolasso alla valvola mitralica, un difetto ad una valvola del cuore che colpisce dal 5% al 10% della popolazione, molto comune e nella maggior parte dei casi del tutto benigno, ci si convive spesso senza neanche saperlo. Il suo era un disturbo lieve per il quale non prendeva nessun farmaco. 

Giulia praticava danza e si allenava anche fino a sei ore al giorno sin da bambina. Avrebbe condotto una vita assolutamente normale come le avevano sempre assicurato i cardiologi che la seguivano da sempre. Avrebbe vissuto la sua vita…ma a causa di questa sua patologia Giulia era considerata un soggetto fragile, una di quelle persone a cui la vaccinazione è fortemente raccomandata.

Sua madre Oxana è un'operatrice sanitaria e prima di sottoporre la figlia all’inoculazione, fa eseguire tutte le analisi del caso, che danno risultati assolutamente nelle norma. Così viene sottoposta alla prima dose e dopo i 21 giorni, senza avere avuto alcun problema, quel mercoledì 8 settembre riceve la seconda dose Pfizer. Nelle ore successive Giulia accusa un dolore al braccio sinistro e un senso di stanchezza

Di lì a poco il suo giovane cuore smetterà di battere.

L’indomani sua madre le telefona poco prima di pranzo. La saluta per l’ultima volta...alle 15 torna a casa dal lavoro, Giulia è sul divano i suoi occhi sono chiusi, il suo respiro si è fermato, Oxana tenta di rianimarla ma il suo spirito è volato via…è il 9 settembre 2021.

Sono passate 16 ore dalla inoculazione, un'altra giovane vita recisa, un altro cuore di madre spezzato.

"un arrivederci dalla mia stella, caduta qui davanti a noi"

Ti porterò la verità


E così in un giorno maledetto ti trovi a affrontare il dolore più dilaniante.

Il tempo sembra rallentare fino a fermarsi, la paura prolunga ogni attimo e nutre l’illusione che sia solo un brutto sogno, che ciò che stai vivendo in realtà non accade, che il suo cuore torni a battere.

E invece Giulia non c’è più, l’unica figlia, l’unica ragione di vita.

E mentre l'angoscia ti squarcia l’anima, si insinua un sospetto, che sia accaduto proprio a Lei quello che tutti ti hanno assicurato essere un evento talmente raro e remoto da essere considerato irrilevante.

Nessun medico ne parla, nessuno al centro vaccinale ti ha informato dei rischi e così mentre la figlia giace sul letto senza vita, quella promessa: “Giulia, io ti porterò la verità”.

Nonostante la morte di sua figlia sia avvenuta solo sedici ore dopo la somministrazione, le istituzioni non si sono mosse e nessun esame è stato disposto d’ufficio.

E' stata sua madre Oxana a pretendere che fosse eseguita l’autopsia. È sola, la sua unica figlia gli è stata portata via, la sua ragione di vita ora è fare luce su quello che è accaduto affinché la verità si sappia.

Ci vorranno cinque mesi per avere il referto, ma già dopo i primi giorni i giornali riportano le prime indiscrezioni: “Giulia Lucenti - Vacilla il legame con il vaccino”. A gennaio arriva la perizia medico legale, la versione ufficiale della scienza, la risposta delle istituzioni alla fiducia in esse riposta, ma l’esito era prevedibile: “Morte improvvisa per cause naturali, nessuna correlazione con il vaccino”.

A Giulia sarebbe stata fatale proprio quella sua malformazione benigna, che avrebbe causato un arresto cardiaco improvviso. Un evento imprevedibile che a documentarsi un po’, nei soggetti affetti da quella patologia è tanto raro quanto per chiunque, ma tanto basta alla scienza per scagionare il vaccino, una possibile anche se remota spiegazione alternativa.

È quello che prevede l’algoritmo dell’Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità, è la prima domanda della check list, una causa alternativa in grado di spiegare l’accaduto.

Una madre, due medici


Ma per sua madre non è sufficiente, così Oxana accompagnata dalle telecamere nascoste della trasmissione "Fuori dal Coro" incontra il medico legale dell’Asl che ha eseguito l’indagine.

“Non è possibile che sia stato il vaccino” le dice il medico “perché abbiamo trovato una causa alternativa, il fatto che l’evento sia accaduto sedici ore dopo la vaccinazione, è solo una coincidenza. I sintomi lamentati da Giulia dopo la vaccinazione, non sono neanche stati presi in considerazione.

Oxana non ci sta, incalza il medico con altre domande e lui, non sapendo più che rispondere, finisce per ammettere di non avere le competenze adeguate in campo cardiologico, l’ammissione velata di una verità che si è stati costretti a negare.

Perché in quel referto c’è qualcosa che non quadra: “Arresto cardiaco funzionale su base aritmica in paziente affetta da prolasso dei lembi della valvola mitralica con fibrosi miocardica multifocale a prevalente localizzazione settale e ventricolare posteriore sinistra”.

La fibrosi miocardica indicherebbe infatti una miocardite, un evento che ad oggi si sa essere molto meno raro di quanto ci dicono, nascosto negli studi clinici della casa produttrice, negato dalla scienza fino a che è stata costretta ad ammettere il nesso, ma con una precisazione “poco rassicurante”: “si tratta di casi rarissimi e prevalentemente benigni”.

Non è così.

Sempre più giovani finiscono in ospedale con la miocardite, e un danno al cuore non può mai essere considerato trascurabile, le segnalazioni sono tante, e i sospetti decessi pure.

E così Oxana si rivolge al cardiologo Frank Loyd Dini: “Non può essere stato un evento casuale da attribuire alla malformazione congenita, perché questo non potrebbe spiegare la presenza di fibrosi del miocardio”.

La presenza di fibrosi del miocardio in una giovane di sedici anni, secondo il dottor Dini, è da attribuire ad una miocardite fulminante causata dal vaccino. L’ipotesi più probabile sarebbe quella che la scienza ufficiale ha voluto negare.

Pochi giorni dopo la morte di Giulia, un’altra giovanissima ragazza ha chiuso gli occhi per sempre, si chiamava Arianna, aveva solo tredici anni, ed era cardiopatica: il suo cuore si è fermato poche ore dopo la somministrazione della prima dose Pfizer, anche per Lei la scienza ha negato ogni possibile correlazione.

Considerando le somministrazioni effettuate, il tasso di incidenza degli eventi avversi relativi alle patologie indicate in calce alla tabella è di 30 ogni milione di dosi e 1,5 di decessi “sospetti” ogni milione di dosi. Il 5% dei casi segnalati ha avuto come esito il decesso (1.398 persone). 

L'abnorme differenza tra le segnalazioni pervenute in Europa e quelle dichiarate in Italia (vedi articolo I CONTI CHE NON TORNANO, non può passare inosservato. E in ogni caso tutto questo viene raccontato come “eventi rarissimi e per lo più innocui”.

Vale la pena ricordare che il tasso di letalità del Covid al di sotto dei 30 anni è di 19 soggetti per milione.

Non siete soli


Non sentirai mai tutto questo in un telegiornale, non sarai mai informato dei rischi in un centro vaccinale come la legge impone, e credo che la maggior parte di medici o pediatri siano anche inconsapevoli di questi numeri perché le linee guida dicono altro.

Non sarai mai adeguatamente informato e non prenderai le tue decisioni consapevolmente, nessuno è stato adeguatamente informato, nessuno ha potuto esercitare una libera scelta anche se ritiene di averlo fatto, perché lo ha fatto sulla base di informazioni incomplete, manipolate o volutamente celate.

Tanti innocenti ne hanno pagato il prezzo, nessuna spiegazione, nessuna menzione, nessuna correlazione! Giovani che volevano vivere soltanto la loro vita, con le proprie aspirazioni, i propri sogni.

Madri e padri, fratelli e sorelle, figli e figlie che hanno visto reciso il legame vitale con i propri cari, senza nessun motivo, avrebbero potuto ritrovarsi pieni di odio, di rabbia, di sete di vendetta, ed invece con una straordinaria umiltà hanno soltanto chiesto alle istituzioni di dire la verità su quanto accaduto ai loro familiari.

E ogni volta che quel diritto viene negato, quel legame vitale viene calpestato e spezzato ancora una volta. È una umiliazione per un'intera nazione.

Quello che è accaduto a Giulia non è affatto un caso isolato: le hanno negato la vita e adesso le negano anche la morte. 

Poteva accadere a chiunque, poteva accadere ad ognuno di noi

In ricordo di Giulia Lucenti e di tutte le persone che hanno perso la vita in “sospetta correlazione” con la somministrazione di uno dei vaccini anti Covid.

E per le Loro Famiglie…

Gianpiero Colatruglio

Il Silenzio degli Innocenti

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